CARNET DE VOYAGES#1 - Torino ovvero l'incontro con Marco Jacobs, il Guggenheim ecc...

Sono stati due giorni fantastici. Davvero fantastici.

Dai, essendo onesta al 100%, non l’ho sempre pensato.

Arrivati all’aeroporto in anticipo, [odio, arrivare giusto in orario, non so perchè mi stressa. dovrei farmi visitare da un specialista.] passano 5, 10, 15 min e siamo sempre senza nessun informazione per il volo.
La gente sta in coda, si guarda, anzi si analizza letteralmente la faccia degli altri, e sono negli startingblocks per andare a parlare con l’hostess [Smithers lascia i cani]

Poi? Poi, nulla, abbiamo recuperato il ritardo in volo e siamo arrivati in tempo… uhm.

Una volta arrivati in centro (dopo le 45min di navetta) faceva semplicemente freddo. Anzi un freddo p..co, e alle 11 di sera camminare non è che sia una cosa che mi dasse fastidio però  mi rompeva.
 
Per fortuna, non è distante e arriviamo velocemente a casa o meglio nella casa che avevamo preso con Air BnB.
Che dire, la Stanza è semplicemente il T.O.P: enorme con una deco genialissima e un gigantesco playmobile.

Una volta disfatto tutto, la sottoscritta dopo le sue peripezie (e accessoriamente un giorno di lavoro) aveva bisogno di una doccia.

Doccia che non funziona, ma schizza allegramente H2O ovunque tranne che nel pomello. Ciliegia sulla torta anche fredda.

 

…..Momento di solitudine 1…….

 
 

…………..Momento di solitudine 2 …….. mi decido a chiamare aiuto e mi è (giustamente) stato chiesto se io avessi toccato qualcosa.

No, che non ho toccato nulla! Cioè… Ho rimesso esattamente come era. [io, il disastro, prossimamente su questo blog]

 

Morale della favola: 00.45 – nel letto

 

Il mattino dopo, eravamo in 3. Durante la notte, un herpes ci aveva raggiunto [glamour, paillettes e Strass welcome]  ma l’impressione della vigilia è confermata.  La casa è riempita di opere d’arte. Potrebbe sorprendere più di uno ma in realtà non deve; siamo atterrati nella casa di Gianni Colosimo, Artista/Performer contemporaneo che ha fatto del “Dio Danaro” il suo tema di predilezione.
 
Gianni-Colosimo-–-opera-esposta-per-la-mostra-Starring-Colosimo-presso-The-Bank-Torino-2014-photo-Renato-Ghiazza-3_xl-480x601
 
 
Infatti, la sua installazione Wallpaper alla Galleria Pack (Milano) nel 2006 ne ha fatto parlare più di uno… Compreso il Guggenheim quando l’artista fece causa al museo per plagio.
 
Dopo questo tè e queste 4 chiacchiere, ci siamo dedicati al cibo o meglio al signore Cornetto che manca tanto quando si è all’estero. Per questo, ci siamo affidati al caffé Lagrange a due passi della stazione tra la via Lagrange (appunto) e Via Roma.
 

Che dirvi, a parte che vi consiglio di assaporare quello alla crema di nocciola che è una favola. Non parlo del gianduia parlo di crema di nocciola come quella del kinder bueno… [e hop 3 kg in più sulla bilancia]

Finito il giro alla tapa #ladietadellegrassone, abbiamo girato e fatto un po’ di shopping (tappa Obbligatoria [O maiuscola non a caso]  da Sephora dove ho incontrato Marc Jacobs for the very first time [make up parlando] ma ne parleremo più in la, e Stradivarius per alcuni accessori).

Poi siamo andati in quel che considero il Clou del weekend al livello culturale e ciò che è ancora ora è il mio museo preferito : Il Museo del cinema.

Saranno sei o sette volte che lo vedo, a breve lo conoscerò a memoria, però non ci posso niente. Conoscete il detto “vedi Napoli e poi mori”? beh aggiungerei anche il museo del cinema.

Lo adoro, la prima parte: la Genesi del cinema è bella, lunga… molto lunga ma molto bella. Ti fa perdere il senso del tempo e ti acchiappa con le citazioni di tutti tipi come per esempio:

20160214_114459

Per giunta e per puro caso, si teneva la mostra del cinema di Cuba, ci ha permesso di potere anche apprezzare locandine di questo cinema tutto a colori.

Capture (1)

Una mostra, aggiuntiva a quella fissa che già di se è una chicca. Questo museo ti fa trascorrere due ore nella mole antonelliana nel cuore di Torino.

Dopo questo giretto, ero partita con la voglia di fare vedere al mio Lui [cercasi un termine per fare rimanere in pace D., Ma nein questo qua veramente pena, se ne avete altri da proporre accetto proposte] il Valentino e il borgo medievale…però avevamo anche fame e di domenica (uhm come dire) non c’è nulla di aperto.

Abbiamo girovagato, girovagato e girovagato per quasi un’ora senza trovare nulla. Così, presa dalla disperazione e rifiutandomi di mangiare una piadina o una foccaccia sur le pouce, sono andata di  passo deciso in San Salvario.

What is San Salvario?

Capture (2)

zona rossa sulla mappa 

Per farla easy, è un quartiere che stanno rivalutando molto questi giorni ed é considerato come alternativo. Quando vivevo a Torino, andavo a fare la spesa li. Comunque tornando al cibo, noi non avevamo ancora mangiato [#sensodicolpamodeon]

Ma li, una mano celeste arrivò e entrammo in via Berthollet, frutto dal destino [o culo pazzesco] si presentò davanti a noi una tavola calda il San Salvario.

Dove, per un prezzo di 10/12€ a testa, ci si mangia bene/ ottimamente e si fa due chiacchierate con Giuseppe, il padrone del posto.

Capture (3)

Per concluder in bellezza, anche se non ve ne frega nulla [posso racontare quel che mi pare o no?] questo bistrot è stato la scena della scoperta del mio regalo di San Valentino… Si andrà a Luglio (o Lullio come dico io) a Vienna e Linz!

L’avete capito, un altro Carnet de voyage sta per arrivare con la destinazione l’AUSTRIA! ma non temete altri verrano probabilmente…

You may also like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *