Come ti permetti di guidicarmi? (fiducia, moda e il resto)

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Lo ammetto sono rimasta un po male queste ultime settimane e siccome non era la prima volta che sento ste cose; parliamone è il momento. Per rientrare nel soggetto appieno facciamolo con due esempi.

Qualche giorno fa mi è stata raccontata una storia, facciamo finta che sia successo a me. Ok?

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Al lavoro, la mia collega inizia la sua giornata lavorativa. Indossava una gonna di jeans. Una mini gonna ma non inguinale. Una bluse normalissima senza scollatura, le calze scure e e gli stivali accompagnavano la mise.

Ha meno di 26 anni quindi se non lo fa ora quando lo dovrebbe fare? E poi voglio dire lo faccio io a 31 anni e non mi faccio problemi. Se li dovrebbe fare lei?

Arriva al lavoro alle 8e30 (#echisene :P) e passa davanti ad un openspace dove un collega, giovane, con esperienze all’estero la vede e si permette di dire “oggi, fai vedere la merce! eh?”.

A parte che 1) se fosse una battuta: Non è divertente. E di quale diritto, tu collega ti allarghi al punto di permetterti questo genere di osservazione. Al lavoro, se vuoi giudicare, giudica il mio lavoro.

2) se tu fossi, più attento noteresti che non è la prima volta che la metto. Il che denota che tu, non sei ne attento e che parli per parlare.

Infine 3) questa osservazione, dimostra anche che se mi metto una gonna, per te sono subito una che va a caccia, non che mi piace essere carina in generale. E soprattutto che non ho il diritto di vestirmi come mi pare anche con un collant di 50 Den.

Essendo nel 2017, è triste sentire commenti da troglodite. Quando si lotta per avere gli stessi diritti lavoratavi. Vero?

Per stare ancora nella stessa tematica, ecco un secondo esempio.  Ma sta volta parliamo di make up.

Ho un amore per il make up e i rossetti matt. Non conto i NYX suede che ho nelle tinte più assurde tra cui uno viola bello intenso.

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Una mattina per combattere il solito grigio invernale, lo indosso felice di me stessa. Sulla metro, la gente mi guarda e già la cosa rompe ma amen.

Scendo della metro, una collega che era con me durante il tragitto mi dice che è un bel colore.

Bene, lei non critica. Ma siamo a quota 1 osservazione e non sono ancora in ufficio.

Arrivo al lavoro. ho ben due complimenti! Vuoi vedere che sono progressisti i miei colleghi? e poi per un mezzo secondo pensavo fosse finita li e invece no.

Vado dal mio capo per parlare di una tematica lavorativa e parlando poi mi fa “il rossetto si fa notare, magari non è il posto adatto per metterlo.”

Wait … non ho capito?

Per un’azienda giovane, dove comunque lavoriamo su internet e al telefono, dove nessuno mi vede. Veramente, per una volta che sono estrosa, mi fate un osservazione? Cioè menomale che poi dobbiamo essere creativi, vero?

Perché ovviamente, la gente poi non si rende conto ma questo genere di osservazioni attacca il nostro modo di essere naturale e ci fa sempre essere più complessate.

Già da piccola, si soffre perché non si è ne abbastanza magra, ne abbastanza alta, con le tette che non sono abbastanza sode, col culo che non è (ahimè) come quello della Rodriguez (Cecilia o Belen a piacere).

Cropped shot of a young woman putting on mascara

Il lavoro su se stessa è davvero grande e poi arrivano ste osservazioni da 2 spicci che distrugge tutto per un attimo come il vento lo fa su un castello di carta.

Voglio dire, a cosa serve rimanere di merda davanti alle donne sfregiate all’acido o davanti a quelle stuprate.

Alla fine, le vostre osservazioni sono le stesse che quando una si fa violentare e che la gente dice “vabbe se l’è cercata” o che ha fatto il presidente degli stati uniti Trump con “Grab them by the pussy”.

Eccelente mossa, per le donne o comunque chiunque provi ad essere se stessi in una società che si vuole segnata dagli obblighi di rappresentanza.

E per questo, che spesso le donne sono più forti, o che lo sembrano. Perchè da 20 anni sentono sempre le stesse cose. A forza, quello che non ti uccide ti fortifica vero?

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